Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta Performa Cavalese, in programma fino al 3 maggio 2026, con protagonisti tre artisti trentini: Leonardo Panizza, Johannes Bosisio e Angelo Demitri Morandini. Tre ricerche diverse, tra video, pittura, installazione e pratica performativa, hanno trasformato il museo in uno spazio vivo di incontro e partecipazione. Il progetto, a cura di Elsa Barbieri, si ispira alla biennale newyorkese Performa e nasce dal desiderio di interrogare ciò che resta della performance: il rapporto tra effimero e memoria, tra realtà e rappresentazione, attivando un coinvolgimento diretto del pubblico. Nel corso di tre settimane, ogni artista ha presentato un nucleo di opere visibili da mercoledì a domenica, con un momento partecipato il sabato tra talk, workshop e azioni performative. L’obiettivo è costruire nel tempo un appuntamento ricorrente capace di dare visibilità alle ricerche emergenti del territorio. Performa Cavalese si sta configurando così come un dispositivo aperto, capace di attivare il museo e il territorio, mettendo al centro la performance come esperienza condivisa e processo in divenire. Conclude Performa Cavalese Angelo Demitri Morandini (1975), con una riflessione sul linguaggio come sistema instabile in cera, attraversate da dati e segni, vengono trasformate dal fuoco, mettendo in scena il momento del collasso come spazio di metamorfosi. Il percorso include anche una macchina cinetica che rilegge un oggetto quotidiano, sottraendolo alla funzione per aprirlo a nuovi significati, e un’installazione modulare che può separare o unire lo spazio. Il progetto si completa con un momento di confronto pubblico dedicato al rapporto tra idea e azione.